Un anello di circa 4 ore tra boschi e panorami sui Monti Marsicani, con due soste fisse: il Rifugio Pagliaccio di Preccia e il Balzo della Mira, a 1714 metri. Il tratto ripido è uno solo, e dura 400 metri: il resto è su strade larghe e sentieri nel bosco.
Perché “Donne di Preccia”
Il percorso è dedicato alle donne di Scanno. In passato partivano prima dell’alba dal centro del paese, salivano fin qui a raccogliere la legna per l’inverno e la riportavano a casa in fascine, le “torze”, sulla testa.
La montagna si vede bene da Scanno. Non arriva a 1720 metri, ma è larga e ha i fianchi frastagliati, e ricorda un pandoro. Quando la neve la imbianca, lo “zucchero a velo” fa il resto.
Dalla Casa Cantoniera al rifugio, sul 26
Si lascia la macchina vicino alla Casa Cantoniera e si prende il sentiero 26, su una strada sterrata. Dopo pochi minuti c’è un bivio: a destra si va a Jovana, a sinistra il 26 continua. Jovana è la località di Scanno dove, dall’8 al 10 agosto, centinaia di ragazzi vengono a campeggiare.
I primi 3 km sono tutti al sole. In circa 40 minuti di cammino tranquillo si arriva al Rifugio Pagliaccio di Preccia, a 1647 metri: aperto tutto l’anno, spazioso e attrezzato per cucinare. Qui vale una sosta, ma si passa di nuovo al ritorno.

Il Balzo della Mira, sul 44 e sul 44A
Dal rifugio il 26 continua a salire piano fino all’innesto del 44. Si prende il 44 e poi il 44A, che è il tratto ripido del giro: 400 metri in tutto.
In cima c’è il Balzo della Mira, a 1714 metri, il punto più alto dell’anello. Si chiama Balzo perché è a strapiombo sul Vallone delle Masserie, e Mira per la vista che si apre da lassù. Sui cartelli lo trovi scritto “Sasso della Mira”.
Chi vuole fermarsi qui e tornare per la stessa strada, senza il 43, trova la versione andata e ritorno, con meno salita: Balzo della Mira dalla Casa Cantoniera.
Il ritorno sul 43
Dal Balzo si torna sul 44A, poi verso l’incrocio tra il 44 e il 26. Da qui si va a destra, fino all’innesto del 43. Il 43 si fa tutto: passa quasi sempre nel fitto del bosco e riporta al rifugio. Da lì si torna alla macchina per il 26, lo stesso sentiero dell’andata.
Prima di partire
Si può fare con i cani: non ci sono cani da guardiania. Non ci sono fonti d’acqua.
Nella zona c’è un nido di aquila reale censito, e vicino al Balzo della Mira ci sono buone probabilità di vederla. Ci sono anche cervi maschi e caprioli, e passano gli orsi che frequentano la valle.
Il primo tratto sul 26, con poco dislivello distribuito su molti chilometri, si presta anche per le ciaspole in pieno inverno e per la mountain bike.
Il Portone di Preccia
Da queste parti c’è un arco di roccia naturale, il Portone di Preccia. Non è su questo giro. Non esiste un sentiero ufficiale e il tratto finale è pericoloso. Vicino al Balzo della Mira si intravede un accenno di traccia, ma senza una persona del posto che conosce bene la zona è meglio non andarci.
Una variante da Le Prata
C’è un secondo anello sugli stessi sentieri, con un’altra partenza: dal bivio di Località Le Prata, vicino alla statua del Papa. Sono circa 9 km e 520 metri di salita, difficoltà E, circa 3 ore e mezza.
Si sale sul 44, di solito dal cancelletto di legno all’imbocco, a tornanti, con la Chiesetta degli Alpini di Colle Rotondo sull’altro versante.

Si arriva al 44A e al Balzo della Mira, poi si torna al 44, fino al 26 e al rifugio. Per chiudere l’anello si fa tutto il 43 e poi il 26 verso la partenza, passando dalla Ruvella: un tratto stretto tra due muri di pietra. Il nome viene dal francese “rue”, strada, e ricorda i vicoli del centro di Scanno.

La scheda di questa variante arriva presto.



